Buona pasqua
22 Marzo 2008 scritto da
Tanti auguri dalla Dottoressadania e da Pro-fumo
Ci chiedono se il nostro viaggio sia già finito.
Dopo l’avventura brasiliana, l’emozione, la delusione, il ritrovato entusiasmo e la disperazione da rientro stiamo cercando di rimetterci in sesto.
Avevamo pianificato un piano b (rientro e ricerca spasmodica del lavoro fino a che i risparmi ci permettono di non vivere sotto un ponte), ma speravamo vivamente di non doverlo attuare.
Il viaggio continua, quindi, in Italia. Ci spostiamo tra Friuli e Veneto per cercare lavoro. Non abbiamo certezze né punti fermi.
Non riusciamo nemmeno a sentirci pienamente a casa e manteniamo un certo distacco dalla politica e dalla cronaca.
Siamo moralmente degli “italiani all’estero”.
Fino a quando non torneremo ad essere bravagente potete continuare a leggerci qui e qui.
In quasi tutti i viaggi è prevista una distanza e un tempo per percorrerla.
Queste due distanze ogni viaggiatore le conosce perfettamente, consapevole dell’impegno che richiede nel coprirle.
Avevamo migliaia di chilometri e 2 mesi di tempo per partire e ritornare a casa, potevamo intuire l’impegno e la fatica che ci sarebbero toccati.
Nei lunghi mesi passati tra il tropico e l’equatore non è stato solo il caldo a plasmarci, ma anche il lungo tragitto ci ha cambiato lentamente e profondamente.
Solo al rientro abbiamo scoperto che c’è una terza distanza, la più difficile da coprire.
La ritrovi negli sguardi stupiti degli amici, nelle quotidiane azioni che, dopo il viaggio, assumono un significato diverso. Scopri che il posto in cui siamo ritornati non è esattamente lo stesso che avevamo lasciato.
Piano piano ci siamo accorti che il nostro sguardo è cambiato, le precedenti due distanze ne hanno creata una terza dentro di noi, che ci fa sentire differenti e ci fa vivere la nostra vecchia quotidianità in maniera differente.
Oppure molto più semplicemente dopo 3 mesi e migliaia di chilometri siamo solo invecchiati.
La bella e grande casa di mio fratello, a Camocim, ha annesso un capannone che lui ha affittato ad una chiesa neopentecostale, molto discussa.
Essendo una comunità religiosa, diventata molto popolare negli ultimi anni, la chiesa è sempre piena di gente e si tengono, ogni giorno, 5 rumorose funzioni, durante le quali il pastore urla, prega, compie esorcismi, invita la gente a donare denaro, tutto a ritmo di musiche prese da colonne sonore di film.
Dopo l’ennesimo esorcismo del mercoledì, con il sottofondo musicale di Mission Impossible e l’altoparlante a volume altissimo, abbiamo cominciato ad avere visioni apocalittiche e crisi d’identità.
E il giorno dopo, mio fratello, il proprietario della chiesa, al 50% con dio, ha chiesto l’aumento dell’affitto.
Il rientro è stato così veloce e traumatico che non siamo stati ancora in grado di ricucire tutti i pezzetti e scrivere una cronaca decente.
A presto le immagini, che, per fortuna, sanno parlare meglio di noi.
Lasciamo questa ridente localitá per spendere i nostri ultimi soldi a Jericoacoara che, come Sw4n, é stata citata dal New York Times che ha inserito la spiaggia tra le prime dieci nel mondo.
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Se zoomate abbastanza ci potete vedere sdraiati sulla spiaggia mentre beviamo superalcolici.