Date a Cesare ció che è di Cesare
Il centro di Salvador de Bahia , nella cidade alta, è un colorato dedalo di stradine che confluiscono nel Largo del Pelourinho (il ¨luogo delle frustate¨, dove, per un-usanza consentita dalla legge fino al 1835, venivano torturati gli schiavi).
La zona del Pelo è stata dichiarata dall´UNESCO, nel 1985, patrimonio dell’umanitá e dal 1993 nell’area sono cominciati grossi lavori di restauro che, oltre a renderla piú agibile, hanno anche permesso ai turisti di impossessarsene.
Tra le stradine tortuose, molte delle quali pedonali, sulle colorate piazze si affacciano numerossime chiese coloniali costruite, nel vero spirito evangelico, sfruttando la manodopera degli schiavi.
Molte delle sfarzose chiese costruite nel XVII secolo hanno la particolaritá di avere una sola torre, per evitare, con la costruzione della seconda, il pagamento della tassa prevista, all’epoca, per tutte le chiese portate a termine.
L’abitudine della chiesa di evitare in ogni modo di pagare le tasse del paese sembra, dunque, avere origini remote ed aver funzionato un po’ ovunque.
15 Dicembre 2007 alle ore 10:57
Sorridete, amiSci, siete su Corona’s!!!
15 Dicembre 2007 alle ore 14:31
stranamente, in italia è cesare che non vuole un cazzo… vedi ici… tze!
frapre
15 Dicembre 2007 alle ore 15:54
Beh, se volevate affrancarvi dalla presenza ingombrante del cattolicesimo, non so se il Sud America sia stata una scelta azzeccata…
(come vanno le ustioni?)
16 Dicembre 2007 alle ore 18:29
C’é da dire che il loro sincretismo é piú stimolante del nostro baciapilismo.
Stanotte partiamo per Rio… evvaiii!