Telenovela

Riassunto delle puntate precedenti.

Dopo soli 3 giorni di viaggio, l’incauto Pro-fumo è stato vittima di insolazione e spassosi problemi intestinali che lo hanno tenuto a casa due lunghi e caldi giorni. Si è consolato guardando i programmi della tv Bahiana, nei quali, ad ogni ora del giorno, discinte signorine ballano la samba ricoperte solo di piume e strass.

Lasciata la splendida Bahia, dopo un’attesa di 10 ore in aeroporto (mentre fuori una rivisitazione del diluvio universale ci faceva temere la fine dei nostri giorni), siamo arrivati all’alba a Rio de Janeiro, pronti a consolarci sulle spiagge più famose del mondo.

Alle 16 del primo giorno, a Copacabana, la seconda caipiroska ci aveva già resi simpaticissimi e ci siamo così meritati il primo “gli italiani sono brava gente” dal barista del chioschetto presso il quale provavamo a darci delle arie.

Il giorno successivo , siamo andati a prendere il sole a Ipanema, la spiaggia più alla moda della città carioca, resa celebre, negli anni ‘60, dalla famosa canzone di bossa nova ”La garota de Ipanema” (trad. La ragazza di Ipanema, della quale vi diamo gustoso assaggio fotografico).

La garota de Ipanema

 Tra modelle rifatte e improvvisati giocatori di calcio sulla riva, l’architetto e la sottoscritta hanno rischiato la morte per annegamento tra le altissime onde oceaniche.

La sera, diligenti turisti, siamo saliti sul Pao de açúcar per ammirare la splendida vista della città e prendere il raffredore causa eccessivo vento.

Pao de açúcar

Dopo tre velocissimi giorni, abbiamo dovuto lasciare la Cidade Maravilhosa alla volta della Bolivia, con uno scalo aereo delirante a San Paolo, dove, dopo 4 ore di coda per passare il servizio immigrazione e un ritardo imprecisato del volo, ci siamo sentiti per la prima volta nel sud del mondo (sguardi complici con gli altri turisti europei, scuotimenti di testa sfiduciati, commenti stupiti sulla disorganizzazione organizzata, la rassegnazione, la corruzione, la stupidità del sistema, il terzo mondo, ecc. ecc.).

Arrivati a Santa Cruz de la Sierra, in Bolivia a notte fonda tra il 19 e il 20 dicembre, insieme a mio fratello e alla sua futura sposa, incontrati anche loro nell’aeroporto più pazzo del mondo, abbiamo dormito e mangiato e dormito ancora fino ad oggi.

La temperatura media è di 30 gradi, l’umidità altissima, il natale alle porte e non siamo nemmeno sicuri di essere stati buoni quest’anno.

5 Responses to “Telenovela”

  1. Gianluca

    E’ proprio un’altro mondo, comunque un mese fa al ritorno da un viaggio a Praga non si sapeva se c’era più il volo:)

  2. frapre

    ma lì il tempo non è fatto di secondi, minuti, ore ecc… è semplicemente fatto di vita :)

    frapre

  3. il.poeta

    Tranquilli, ora Alitalia diventa Alifrancia e tutto si risolve.

  4. Blimunda

    …”sguardi complici con gli altri turisti europei, scuotimenti di testa sfiduciati, commenti stupiti sulla disorganizzazione organizzata, la rassegnazione, la corruzione, la stupidità del sistema, il terzo mondo, ecc. ecc”. Cioè, quello che si prova quando si scende a Malpensa, più o meno. Che viaggio magnifico ragazzi. Qui fa freddo e tra poco pioverà. Io sembro il Grande Cocomero di Charlie Brown. Vi penso. Auguri grandi!

  5. Dania

    @Blimunda: che splendido mondo! :)

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